I vari riconoscimenti dati al film

  • 2002 – Oscar
  • Nomination Miglior film straniero (Francia)
  • Nomination Migliore sceneggiatura originale
  • Nomination Miglior fotografia
  • Nomination Miglior scenografia Nomination Miglior sonoro
  • 2002 – Golden Globe
  • Nomination Miglior film straniero (Francia)
  • 2002 – British Academy Film Award
  • Migliore sceneggiatura originale
  • Miglior scenografia
  • Nomination Miglior film straniero (Francia)
  • Nomination Miglior regia
  • Nomination Miglior attrice protagonista
  • Nomination Miglior montaggio
  • Nomination Miglior fotografia
  • Nomination Miglior colonna sonora

Il mio poster

Questa è una locandina creata da me per un progetto interdisciplinare di grafica, con l’intento di promuovere il film “Il favoloso mondo di Amelie”.

Review of “The fabulous world of Amelie”

A wonderful, exciting, funny and colourful film. It is the praise of little things in a world where everything is made of magic. The characters are appropiate, the narrative rhytm and the shots are very original; we can see that in the scene where Amelie’s point of view becomes the one of the blind man she is helping crossing the street. The moral of the film is: to obtain love and to feel pleasure while giving love. The film is open to different interpretations. Amelie makes us think, but in a light and not shallow way.
The French have learnt how to smile after “The taste of others” by making another pleasant surprise.
You can’t give a poor mark to such a different film. I don’t give five stars just because the ending could be better. In fact the ending suddenly plunges into the naration.

Recensione

Amelie è una ragazza parigina, con genitori quanto meno originali.

La mamma prega incessantemente e poi, un giorno, fuori dalla chiesa viene uccisa, rimanendo schiacciata sotto una aspirante suicida, lanciatasi dal tetto.

Quando Amelie diventa maggiorenne, si trasferisce a Montmartre e trova lavoro in un caffè-tabaccheria. La sua vita scorre abbastanza tranquillamente quando il 31 agosto del 1997, appresa dai telegiornali la notizia della morte di Lady Diana, per l’emozione le cade il tappo di una boccetta di profumo che si infila sotto una piastrella. Dietro questa piastrella Amelie trova una scatola metallica con dentro alcuni vecchi oggetti ricordo.

Amelie si mette in testa di rintracciare il proprietario e, dopo lunghe e faticose ricerche, finalmente lo trova. Da quel momento far felice la gente è la sua missione.

Aiuterà un cieco ad attraversare la strada, descrivendogli tutto ciò che vede e combinerà scherzi pesanti al gestore di un negozio di ortofrutta, punendolo per i soprusi commessi ai danni del suo garzone.

In seguito Amelie conquisterà anche Nino, un ragazzo che raccoglie le foto perdute nelle cabine per fototessere di tutte le stazioni ferroviarie parigine.

Trama

La trama di per sé non è complicata, visto che segue la vita di Amélie alla nascita lungo la sua giovinezza solitaria, fino al giorno in cui, per una serie di circostanze casuali e grazie forse alla sua voglia di complicare le cose semplici, trova infine l’amore.
La fanciullezza di Amélie ed il suo ambiente familiare sono descritti da una ironica voce narrante, come in un documentario sociologico dove il padre, medico, non l’abbraccia mai e la madre, insegnante, è assolutamente nevrotica, ma anche dove il sogno già prevale sulla realtà, con macchine fotografiche che provocano incidenti, pesci rossi suicidi e turiste del Québec con la passione per il volo. E tanta solitudine.
Troviamo poi Amélie giovane donna, che lavora in un café di Montmartre, frequentato da persone forse ancora più surreali dei suoi immaginari amici d’infanzia. Trova per caso dei ricordi infantili e si mette sulle tracce del proprietario, ora adulto, decidendo in qualche modo di uscire dalla solitudine dedicandosi agli altri. Fa tante buone azioni ma in un modo così complicato da essere una specie di agente segreto della bontà, spia a fin di bene, impicciona per dare sollievo. E soprattutto, laddove un diffuso luogo comune vorrebbe l’intelligenza appannaggio dei cattivi e la stupidità dei buoni, Amélie agisce con intelligenza e bontà, organizza stratagemmi complicati ed apprezza allo stesso tempo le piccole gioie che la vita sa offrire a chi è in grado di riconoscerle. E quando nota maleducazione, arroganza, voglia di esercitare potere e dominio sugli altri, Amélie sa anche far emergere il lato zorresco della sua personalità e passa all’azione, questa volta per
punire l’egocentrico di turno, senza eccedere, certo.

Poi un giorno incontra per caso un uomo di cui s’invaghisce al primo sguardo e per conquistare il quale, lottando contro la sua timidezza un po’ masochista, mette in campo il meglio del suo armamentario organizzativo, ulteriormente complicato dal caso che ci mette opportunamente lo zampino. E tutto finisce bene, naturalmente (se fosse finito diversamente avrei organizzato dei sit-in di protesta sotto la casa di Jeunet).
Ma la trama da sola non può dare l’idea di cosa sia questo film. Per cominciare, i personaggi, tutti posseduti da qualche piccola ed innocua mania, sono descritti con pochi ma poetici colpi di pennello, come nel quadro impressionista che uno di loro dipinge e ridipinge da vent’anni. Ed il loro mondo interiore, i sogni, i desideri, sono sovrapposti e mescolati alla realtà (ma senza confusione), con una dolcezza così struggente da lasciare ammutoliti. Nonostante sia pieno di parole, di racconti, di affabulazione, è come se il film comunichi direttamente con gli strati più profondi della corteccia cerebrale, con le nostre emozioni più intime.

Carta di identità

Titolo: Il favoloso mondo di Amelie

Protagonista: Audrey Tautou (Amélie Poulain)

Lingua originale: Francese

Durata: 121 minuti

Anno: 2001

Genere: commedia sentimentale

Regia: Jean-Pierre Julie

10 curiosità sul favoloso mondo di Amelie

1. IL NOME DELLA PROTAGONISTA È ISPIRATO A QUELLO DELL’ATTRICE EMILY WATSON

Il regista Jean-Pierre Jeunet aveva pensato la parte per l’attrice inglese Emily Watson, chiamando il personaggio per l’appunto Emily. Tuttavia Watson declinò la proposta per dedicarsi alle riprese del film Gosford Park. Così si decise di rendere la protagonista al 100% francese traducendo il suo nome in Amélie.

2. IL REGISTA TROVÒ LA PROTAGONISTA GRAZIE ALLA LOCANDINA DI UN ALTRO FILM

Una volta scartata la possibilità di scritturare Emily Watson, Jeunet stava camminando per le strade di Parigi quando vide il poster pubblicitario del film Sciampiste & Co., in cui compariva Audrey Tatou. «Mi colpirono gli occhi scuri, il bagliore d’innocenza, l’aspetto inusuale – racconta Jeunet – Così organizzai un incontro e le feci provare la parte. Dopo 10 secondi capii che doveva essere lei».

3. DOPO L’USCITA DEL FILM MOLTISSIME BAMBINE SONO STATE CHIAMATE AMÉLIE

Nel 2000, l’anno precedente l’uscita del film, solamente 12 neonate fra Inghilterra e Galles furono chiamate Amélie. Nel 2002 il numero salì a 250 e nel 2007 si contavano ormai più di 1000 nuove piccole Amélie ogni anno. Questo numero è rimasto stabile da allora.

4. È GRAZIE A UN ASSISTENTE CHE IL FILM HA LA SPLENDIDA COLONNA SONORA DI YANN TIERSEN

Il regista Jeunet non conosceva le composizioni minimaliste di Yann Tiersen fino a quando casualmente non ascoltò un suo CD mentre viaggiava sull’auto di un assistente di produzione del film. «Quella sera stessa possedevo già tutti i suoi dischi», disse in seguito. La colonna sonora del film raggiunse il primo posto nelle classifiche discografiche francesi.

5. ESISTE UN MUSICAL DI BROADWAY ISPIRATO AL FILM

Jeunet si è detto “disgustato” all’idea (poiché non sopporta i musical in generale). Ha venduto i diritti di copyright solo per dare il ricavato in beneficenza. Nel musical non c’è traccia della colonna sonora di Yann Tiersen.

6. È IL FILM FRANCESE CHE HA FATTO PIÙ INCASSI IN AMERICA

Il favoloso mondo di Amélie incassò 33,2 milioni di dollari al botteghino negli Stati Uniti, superando così il precedente record detenuto da Il vizietto del 1978, che incassò 20,4 milioni di dollari (tuttavia il dato non tiene conto dell’inflazione).

7. IL CAFÉ DES 2 MOULINS È DIVENTATO UN’ATTRAZIONE TURISTICA

Il Café des 2 Moulins esiste veramente: si trova in Rue Lepic al numero 15, nel quartiere di Montmartre. Dopo il successo del film, il locale è inevitabilmente diventato un’attrazione turistica. La crème brûlée è stata ribattezzata “Amélie” e ci sono sempre turisti che scattano fotografie.

8. AUDREY TATOU IN REALTÀ NON SAPEVA FAR RIMBALZARE I SASSI SULL’ACQUA

È uno dei piccoli piaceri di Amélie. Tuttavia, nel film la scena è stata realizzata attraverso effetti speciali.

9. TATOU NON VOLEVA FARE L’ATTRICE

Benché avesse fatto esperienza come attrice e modella sin dall’adolescenza, non era questo il lavoro che avrebbe voluto fare nella vita. Il suo sogno era diventare primatologa. Dopo l’uscita del film fece un viaggio nell’isola di Sumatra, in Indonesia, per studiare gli oranghi.

10. LO GNOMO VIAGGIATORE È ISPIRATO A SIMILI SCHERZI MOLTO POPOLARI IN FRANCIA

Negli anni ’90 erano molto popolari in Inghilterra e in Francia scherzi che coinvolgevano i nani da giardino. Nel 1997 un tribunale francese aveva condannato il leader del “Fronte di liberazione dei nani da giardino” per il furto di oltre 150 statuette.


Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora